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Il numero massimo degli utenti in linea è stato 4 il Mar Lug 15, 2008 12:39 pm
Benvenuti nel Forum della CGIL FP Provincia di Roma

[...] Invito a discutere su questo: è giusto che in Italia, mentre i grandi monopoli continuano a moltiplicare i loro profitti e le loro ricchezze, ai lavoratori non rimangano che le briciole? E' giusto che il salario dei lavoratori sia al di sotto dei bisogni vitali dei lavoratori stessi e delle loro famiglie, delle loro creature? E' giusto questo? Di questo dobbiamo parlare, perché questo è il compito del sindacato. [...] [...] Si sono aperte le forbici, si è prodotto uno squilibrio sociale profondo nella società italiana. Quindi si sono aperte due curve: i profitti si alzano sempre più e i salari stentano a salire, rimangono sempre in basso. Le conseguenze, allora, di questi colpi ricevuti dalla CGIL ad opera del grande capitalismo, delle scissioni, delle divisioni dei lavoratori quali sono state? Ecco: le due curve, la curva dei profitti che aumenta sempre di più, e la curva dei salari che rimane sempre in basso. [...] La nostra causa è veramente giusta, serve gli interessi di tutti, gli interessi dell'intera società, l'interesse dei nostri figliuoli. Quando la causa è così alta, merita di essere servita, anche a costo di enormi sacrifici. [...] Ci sono ancora lavoratori che non hanno compreso, ma non bisogna scoraggiarsi. Pensate sempre che la nostra causa è la causa del progresso generale, della civiltà della giustizia fra gli uomini.Lavorate sodo, dunque, e soprattutto lottate insieme, rimanete uniti. Il sindacato vuol dire unione, compattezza. Uniamoci con tutti gli altri lavoratori: in ciò sta la nostra forza, questo è il nostro credo. Lavorate con tenacia, con pazienza: come il piccolo rivolo contribuisce a ingrossare il grande fiume, a renderlo travolgente, così anche ogni piccolo contributo di ogni militante confluisce nel maestoso fiume della nostra storia, serve a rafforzare la grande famiglia dei lavoratori italiani, la nostra CGIL, strumento della nostra forza, garanzia del nostro avvenire. Quando si ha la piena consapevolezza di servire una grande causa, una causa giusta, ognuno può dire alla propria donna, ai propri figliuoli, affermare di fronte alla società, di avere compiuto il proprio dovere.
Buon lavoro, compagni.
 
La mattina del 3 novembre 1957, poche ore prima di morire, Giuseppe Di Vittorio tiene questo discorso ai dirigenti e agli attivisti sindacali di Lecco, ma oggi leggendo queste parole, si ha l'idea che il tempo si sia fermato...Ricordando queste parole, un brivido corre lungo la schiena e non è facile non pensare a quanto siano attuali.
Proprio in questi giorni i diritti conquistati con anni di lotte, vengono messi in discussione da una classe politica che ci insulta, ci giudica, ci addita tutti come "fannulloni" e cerca di farci apparire come inutili e subdole sanguisughe di fronte all'opinione pubblica.
Chi vive la condizione di dipendente pubblico sa bene quanto la realtà sia lontana da queste illazioni, sa bene che il costo della PA non diminuirà facendo pagare ai dipendenti lo scotto di anni di gestioni sconsiderate dei bilanci degli Enti da parte della classe politica, anni di abusi, di corruzione, di clientelismi, di favoritismi, di consulenze d'oro.....
Oggi ci viene detto che siamo noi la causa ti tanto spreco, la causa di tanto male...il "fannullone eterno causa di tutti i mali"...noi dobbiamo essere immolati per una causa che non ci appartiene, noi dobbiamo pagare per garantire al politico di turno il consenso popolare.....No, noi non siamo tutti martiri senza responsabilità, ma non è mandando al macello categorie intere di lavoratori dipendenti che può essere debellato il "morbo del fannullone". Il fannullone è figlio prediletto del politico corrotto....il fannullone è chi può permettersi assenze ingiustificate, quello che può assentarsi senza mai essere ripreso, quello che può passare ore a leggere il giornale in ufficio..è protetto dal potere che l'ha creato e nessuna legge potrà intaccare il suo status finché la PA verrà usata come salvadanaio del politico, come agenzia interinale per portare consulenti ultrapagati, o posti di lavoro in cambio di voti.
 
Non possiamo permettere che venga innescato questo infido meccanismo, in cui una demagogia di quart’ordine ha più valore di 100 anni di lotte. La nostra risposta deve essere forte, i nostri diritti devono essere difesi, la nostra dignità come lavoratori e come cittadini deve essere preservata.
 
Questo spazio sul web nasce quindi con uno scopo ben preciso:unire le nostre voci, comunicare fra noi anche se siamo lontani, raggiungere tutte quelle compagne e quei compagni che lavorano in sedi distaccate ed hanno spesso difficoltà ad essere e sentirsi vicini al sindacato, per dare quel “piccolo contributo che confluisce nel maestoso fiume della nostra storia”.Uno spazio che nasce per ascoltare e per essere ascoltati, per confrontarsi, per chiedere informazioni, per proporre nuovi spunti di discussione, per avere un filo diretto con i delegati.Uno spazio che permetterà di divulgare velocemente le notizie, raggiungendo allo stesso tempo il più alto numero di persone.
 
L’invito è quindi quello di partecipare, di discutere, di far sentire la propria voce, la voce di tutte voi compagne e tutti voi compagni....perché tutte insieme, queste voci, sono la CGIL.
 
 
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 L'adesione alla CGIL è volontaria. Essa comporta piena eguaglianza di diritti e di doveri nel pieno rispetto dell'appartenenza a gruppi etnici, nazionalità, lingua, fedi religiose, di interessi, nonchè l'accettazione dei principi e delle norme dello statuto, in quanto assumono i valori delle libertà personali, civili, economiche, sociali e politiche della giustizia sociale quali presupposti fondati e fini irrunciabili di una società democratica (Statuto della CGIL, art.1).
 
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